Legambiente: No alla terza pista a Malpensa
Legambiente boccia senza mezzi termini il progetto di terza pista per l'aeroporto di Malpensa, giudicandolo un atto di vero e ...Legambiente boccia senza mezzi termini il progetto di terza pista per l’aeroporto di Malpensa, giudicandolo un atto di vero e proprio “vandalismo”. “Nulla di più distante dalle vere necessita del territorio che soffre gli effetti della crisi industriale ““ dichiarano gli ambientalisti – nulla di più sbagliato anche rispetto alle previsioni di sviluppo del traffico aereo, soprattutto un atto dichiaratamente aggressivo nei confronti del Parco del Ticino, per il quale, ai comuni chiediamo di mobilitarsi per salvaguardare un territorio che ha gia dato molto al cemento”.
Il Varesotto è infatti il territorio più cementificato di tutta la Lombardia, e le sole superfici aeroportuali ben 12,5 milioni di metri quadri: oltre la meta del totale delle superfici aeroportuali dell’intera Lombardia si trovano concentrate in provincia di Varese. Per questo Legambiente lancia il suo avvertimento: basta con le piste, il troppo cemento è una droga per lo sviluppo, genera dipendenza e sottrae risorse dai settori economici che davvero potrebbero fare la differenza, a partire dalla ricerca e sviluppo nelle nuove tecnologie e nei materiali collegati alla ‘green economy’. A Malpensa prima di parlare di terza pista occorre affrontare le vere priorita per uscire dallo stallo dell’aerostazione: l’aeroporto varesino ormai deve accantonare i sogni di gigantismo e imparare a giocare in squadra con gli altri scali lombardi. Del resto le tendenze sono ormai chiare: nel 2000 a Malpensa arrivavano o partivano 21 milioni di passeggeri, pari al 73,6% dell’intero traffico passeggeri, nel 2008 i passeggeri sono scesi a 19 milioni, ma è raddoppiato il traffico negli altri aeroporti lombardi, balzati dal 26% al 45% di arrivi e partenze. E i dati del 2009 sono una conferma: i passeggeri di Malpensa sono scesi a 17 milioni, complice la crisi, ma la quota di passeggeri trasportata dagli altri aeroporti ha continuato a salire fino al 47,5% del totale. Le capacita dei quattro aeroporti sono ancora ben lontane dall’essere saturate: a fronte di una capacita complessiva di 52 milioni di arrivi e partenze, nel 2009 i movimenti sono stati solo 33 milioni.
“Quello lombardo è ormai a tutti gli effetti un sistema aeroportuale multiscalo ““ dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia ““ invece di continuare a pompare Malpensa, sarebbe bene che ci si confrontasse con la realta , puntando a migliorare le prestazioni degli aeroporti in termini di accessibilita con mezzo pubblico, a partire da Malpensa che vede arrivare in treno solo il 7% dei passeggeri, contro il 30% di altri grandi aeroporti come Charles de Gaulle e Heathrow”. A giustificare questa scadente prestazione sono da un lato i prezzi eccessivi dei biglietti del Malpensa Express, che pertanto viaggia spesso a vuoto (solo 1,5 milioni di passeggeri trasportati nel 2009), e dall’altro il fatto che la ferrovia serve solo uno dei due terminal di Malpensa. Ma quella dell’accessibilita con mezzi pubblici allo scalo è solo una delle richieste degli ambientalisti.
“Tanto per iniziare, chiediamo più trasparenza e informazione ““ prosegue l’esponente di Legambiente – non esistono, o non sono accessibili, i dati sugli effetti ambientali e sull’inquinamento aeroportuale di Malpensa. Vorremmo poi che venissero resi disponibili i milioni di euro accantonati per le opere di mitigazione, pagati dai viaggiatori in partenza con l’euro di sovrattassa ambientale. Malpensa fino ad ora non ha mantenuto nessuna delle sue promesse, na© in merito alle previsioni di traffico per passeggeri e merci, na© alle ricadute occupazionali: il Comitato Malpensa 2000 aveva annunciato 143.000 posti di lavoro, siamo fermi a 40.000 con l’indotto. L’aeroporto non si rilancia con nuove colate di cemento ““ conclude Balotta – ma rendendolo più compatibile con il territorio e più efficiente sotto il profilo operativo”.
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Pubblicato: 2/7/2010 alle 00:39
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